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Il Sole spirituale

La beatitudine in continuo aumento richiede attività

[2.3.1] Ed ora, la nostra elevata Compagnia sta mangiando, ed il nostro priore come pure gli altri si meravigliano altamente dello squisito sapore di questo Pane, e così pure dell'Acqua viva, ed il priore dice, con la massima devozione: "O Signore e Padre amorosissimo! Questo Pane sembra che sia stato prodotto con i cibi saporiti e più nutrienti di tutta la Terra; e l'Acqua sembra essere un estratto di tutti i migliori vini che crescono sulla Terra; sempre che qui si possa fare un tale paragone".

[2.3.2] Il Signore dice: "Sì, Mio caro ed amato figlio! Tu non hai certo giudicato male il sapore di questo semplice pasto. Vedi, come dal puro Amore in Me crescono tutti i frutti buoni, tanto sulla Terra che sugli altri mondi, e derivano il loro sapore, il profumo, la loro idoneità alla nutrizione, e la loro efficacia, così anche questo Pane, quale il primo concetto fondamentale di tutto quello che su tutti i corpi mondiali viene prodotto, lo contiene in sé, quale Causa prima qualitativamente utilizzabile e squisita.

[2.3.3] Da questo Pane deriva ogni altro pane, poiché esso è un vero Pane vivo, ed è simile al Mio Amore, che si offre qui a tutti i Miei figli per l'eterna vivente nutrizione. E così pure l'Acqua, come il Pane, è la base di tutte le cose, poiché essa è la Luce dell'Amore; e con ciò, tutti i Miei figli partecipano insieme a Me al godimento della Mia Sapienza, per l'eternità. Ciò significa che tutti i Miei figli, che sono qui presso di Me, sono nella profondità della Mia Sapienza, e, per conseguenza, in tutta la Mia Potenza e Forza!

[2.3.4] Vedi, questa è la vera Acqua di vita, della quale, sulla Terra, Io ho detto alla donna al pozzo di Giacobbe che colui che berrà di quest'Acqua, non avrà più sete in eterno!".

[2.3.5] Il priore dice: "O Signore, amorosissimo e santissimo Padre! Ora io vedo ciò chiaramente. In verità, dopo aver bevuto con tanto godimento di quest'Acqua, comincio a scorgere nelle inconcepibili profondità della Tua Onnipotenza e della Tua Sapienza, cosicché mi sento invadere da un piacevole tremito altamente beatificante. Soltanto una cosa mi piacerebbe sapere ancora, cioè se io non riceverò più per il futuro quest'Acqua da bere, e un po' di questo buon Pane da mangiare?".

[2.3.6] Il Signore dice: "O, Mio caro figlio, non affannarti per ciò! Questo Cibo e questa Bevanda non si esauriranno mai, in eterno; e tu ne avrai sempre in abbondanza, così da non aver mai in eterno l'occasione di lamentarti per la sua mancanza. Infatti, in questo Mio Regno vi sono in eterno in grande numero sorgenti, fiumi e mari, eternamente inesauribili in grandi quantità infinite; perciò non è affatto il caso di temere che qualcuno di voi non ne debba avere a sufficienza.

[2.3.7] Vedi, soltanto con i corpi mondiali materiali Io sono alquanto economico; e tengo i Miei veraci aderenti e seguaci nella ristrettezza, per quanto possibile; poiché, dato che l'uomo deve studiare attivamente le vie della Vita, per far propria, poi, la via che conduce alla vera Vita eterna; con lo stomaco pieno, egli non potrebbe far ciò. Infatti, voi nei vostri studi avete pure un vecchio proverbio: «Una pancia piena fa finire tutto al vento e in fumo», oppure: «Plenus venter non studet libenter» (Un ventre pieno non studia volentieri).

[2.3.8] Vedi, appunto per queste oltremodo sagge ragioni, Io sono piuttosto avaro con i corpi mondiali, ma, in compenso, sono poi, qui, l'infinita generosità stessa, e ogni cosa dev'essere a disposizione nella massima abbondanza e completezza. Sui corpi mondiali, Io non vedo di buon occhio che qualcuno dica: «Questa pietra è mia». Qui invece Io voglio donarvi degli interi sistemi solari; poiché dispongo di simili tesori in quantità senza fine. Tutta l'infinità è piena delle più grandi opere meravigliose del Mio Amore, della Mia Sapienza e della Mia Onnipotenza. Perché, allora dovrei essere avaro qui? Se sulla Terra un terreno di mille klafter costa mille talleri, Io qui do per un tallero mille Soli con tutti i loro pianeti. Ritengo che un tale scambio abbia la sua importanza!

[2.3.9] Perciò, non preoccuparti affatto se avrai sempre qualcosa da mangiare e da bere; dato che, con tanti appezzamenti di terreno a disposizione, non costerà grande fatica procurarti un onesto pezzetto di pane".

[2.3.10] Il priore dice: "O Tu, mio amatissimo Gesù! Per questa Tua promessa, sono ancora troppo enormemente timoroso e sciocco. Ma qui, in questa casetta, mi sento tanto infinitamente contento, e indicibilmente beato che non desidero proprio niente in aggiunta; ragione per cui, io lascio tutti questi infiniti beni da Te promessi a qualche altro più degno di me. Se io ho soltanto la certezza che Tu, qui, sei costantemente di casa, non mi occorre altro per tutta l'eternità, poiché la coscienza della Vita eterna alla Tua Presenza, e la contemplazione, meravigliosamente beata, delle opere della Tua Onnipotenza, e poi, questa mogliettina da Te donatami, e questo fratello mio, che sentono tutto ciò all'unisono con me e, soltanto qualche volta, un pezzetto di Pane e un sorso di quell'Acqua, mi rendono già beatamente provvisto per tutta l'eternità!".

[2.3.11] Il Signore dice: "O sì, figlio Mio caro, questo lo vedo benissimo, però guarda, questo tuo sentire beato è soltanto la prima idea della vera e propria beatitudine. Se tu dovessi qui gustare tutte queste cose in tutta tranquillità e nell'inattività, tuttavia, malgrado la loro bellezza, con il tempo ne saresti eccessivamente sazio, e molto di quanto oggi ti rallegra, non ti rallegrerebbe più. Perciò, già dall'eternità, Io ho disposto in anticipo che, per godere di una beatitudine sempre aumentante, ognuno dei Miei figlioli avesse continuamente una attività adatta, e disponesse un campo d'azione idoneo. Perciò non è neppure il caso di parlare di una costante dimora in una tale capanna.

[2.3.12] Noi lasceremo perciò, per un certo tempo, proprio questa capanna, e ci recheremo nella Mia Città. Là conoscerai qual è la tua proprietà e, con la stessa, la tua vera eterna destinazione. Alziamoci perciò, e continuiamo il nostro viaggio. Le schiere degli spiriti che tu hai visto poco fa in attesa, non rappresentano affatto la totalità degli abitanti di questo eterno, sommo Cielo d'Oriente, bensì queste schiere appartengono soltanto al tuo futuro campo d'attività. Tuttavia non qui, bensì nella Mia Città e nella stessa tua dimora apprenderai ogni altro particolare". Vedete, il priore sta quasi per cadere al suolo a questa infinita enunciazione del Signore; ma il Signore lo rafforza, e poi fa cenno a tutti tre di seguirlo. Allora seguiamo pure noi questa elevata Compagnia!

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