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Dall’Inferno al Cielo

[2.156.1] Continuo a parlare Io: “Vedi tu qui davanti a noi questa piramide? Essa è il cuore del tuo corpo. Ma come il cuore è il portatore di innumerevoli germi per il bene e per il male, così anche questo monumento in forma di piramide è il compendio di tutto quello che sosta lì ed ha agito come forza sensuale nella carne del tuo essere naturale. Entra ora con la tua consorte in questa piramide, ed osserva molto bene tutto ciò che si trova in alto come in basso e su tutte le pareti.

[2.156.2] Quando avrai visto tutto, torna nuovamente indietro ed esponi davanti a tutti quello che hai trovato. E Ti darò ulteriori indicazioni su cosa ti resta da fare ancora. Ma non devi fermarti davanti a nulla. Se però osservando l’una o l’altra cosa ti dovesse venire una qualche voglia, allora guarda Helena e lei ti porterà fuori!

[2.156.3] Ed ora dà inizio al tuo viaggio agli Inferi, accompagnato dalla Mia Grazia e dal Mio Amore, con coraggio e colmo del miglior conforto! Anche la Mia Anima, infatti, dovette scendere agl’Inferi prima della resurrezione della Mia Carne e là liberare tutti quelli che ancora attendevano nella carne la liberazione della Mia Carne”.

[2.156.4] Dopo queste Mie parole, Robert s’inchina profondamente e si mette subito in viaggio.

[2.156.5] Il francescano però Mi domanda se non potrebbe andare insieme anche lui. Ma Io gli rispondo: “Mio caro, quando sarai maturo, anche su di te ci sarà da fare una cosa simile, se già per la tua natura in un’altra forma. Perché non a tutti corrisponde la stessa forma; questa dipende per lo più dalla più spiccata inclinazione principale che un’anima ha impresso alla sua carne. Aspetta dunque quali cose Robert proferirà! Da questo comprenderai, più o meno, in che modo tu stesso scenderai agli Inferi”.

[2.156.6] Dice il francescano: “Signore, allora questo mondo degl’Inferi è una specie di anticamera dell’Inferno, per così dire, quel certo purgatorio?”. – Rispondo Io: “Sì, qualcosa di simile! Tuttavia completamente diverso da come lo diffondi nel tuo cuore ancora abbastanza prigioniero del pensiero romano”.

[2.156.7] Continua il francescano: “Allora nessuno arriva subito in Cielo, come si dice, dalla porta principale?”. – Rispondo Io: “Non così facilmente, Mio caro! Io stesso dovetti scendere agl’Inferi, Io che sono il Signore stesso – così lo dovrà fare ognuno dei Miei figli! Ogni frutto, infatti, deve essere maturo, prima che lo si possa mangiare. Veramente dei figli miei, sciocchi ed inesperti, credono che una ciliegia sia già matura quando è appena un po' arrossata. Il giardiniere esperto però sa bene quanto deve essere rossa una ciliegia per essere matura completamente. – Quindi non c’è niente da fare con quel detto: ‘Dalla porta principale si accede subito in Cielo!’. Si accede invece nel Paradiso spirituale, dove ora vi trovate al fianco Mio. È già tanto quando dico ad un peccatore: ‘Oggi stesso tu sarai con Me in Paradiso!’. Ora però silenzio, poiché Robert sarà presto di ritorno”.

[2.156.8] Il francescano vorrebbe aggiungere volentieri ancora qualcosa a queste Mie parole. Ma il generale, che con Dismas ed il monaco trasfigurato Thomas si trova più vicino di tutti al francescano, gli mette subito la mano sulla bocca e non dice altro che: “Il Signore Iddio Padre ha comandato ora di stare zitto, e questo significa obbedire! Capito?”.

[2.156.9] Intervengo Io: “Va bene, amico Mattia! Qui non c’è da parte Mia effettivamente una legge. Se Cyprian vuole parlare, non deve essergli proibito!”. – Dice il francescano “No, no non voglio parlare, anche se avevo un po’ di voglia. Ora ritorna Robert dalla piramide ed aspetto con gioia infantile il suo racconto. È già dinanzi a noi e non ha una faccia molto soddisfatta, nemmeno la sua compagna! La cosa non deve essere andata molto bene: ora però silenzio!”.

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