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Lettera di Paolo Apostolo alla Comunità di Laodicea

[2.6] "Ciò che tu mangi, non ti contamina; ma ciò che esce dal tuo cuore, come: discorsi maligni, perfidi desideri, cupidigia, invidia, uccisione, ira, ghiottoneria ed intemperanza, meretricio, adulterio e consimili -, questo è ciò che contamina l'uomo in ogni tempo!".

[2.7] Ma giacché noi abbiamo tale Evangelo da Lui Stesso, Unico Signore di tutte le magnificenze, quanto mai stolti dovremmo essere, se ci facessimo porre di nostra propria volontà l'antico e duro giogo al collo?

[2.8] Qual significato dovrebbe più avere ormai quell'ombra, che in Mosè fu, è vero, di profetico annuncio per quanto poi accadde dinanzi agli occhi nostri, per noi, che con Cristo ed in Cristo siamo divenuti un corpo solo?

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