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Il gran campanaro

Il gran Campanaro quale montagna e patriarca

[1.1] A voi appare meraviglioso il quadro offerto dal Grossglockner, il quale, come un maestoso re delle montagne, erge arditamente il suo capo in mezzo ai suoi fratelli e, per così dire, guarda tutto all'intorno dove si trovano i figli che procedono da lui, ma più meraviglioso ancora esso vi apparirà quando Io vi guiderò fino a lui in buon Ordine iniziando l'esposizione dai suoi più lontani e più piccoli discendenti.

[1.2] Certo, non potrà non stupire alquanto se vi dirò che la vostra storia non ha nemmeno una collina al di qua del fiume Drava che non sia una diramazione di questo patriarca dei monti; ad ogni modo per il momento questo non c'entra, ed alla fine, sommando tutte le verità, si vedrà quanti errori avremo commessi durante la nostra esposizione.

[1.3] Dunque vedete: quando, per esempio, salite sullo Schhossberg a Graz, o sul cosiddetto "Rosenberg", o sul Plabutsch, o sul Buchkogel, oppure vi recate molto in giù fino agli ultimi contrafforti del colle sloveno, Io vi dico che, salendo su questi monti non esclusi quelli delle Alpi sui quali siete già saliti, voi vi trovate sempre continuamente sul piede del Grossglockner.

[1.4] Chi avesse difficoltà a credere ciò, basterebbe che, per scegliere la via di montagna più semplice, cominciasse il suo viaggio, per esempio, dal cosiddetto "Buchkogel"; da lì però, tenendosi continuamente sul dosso dei monti, che certo non saranno sempre egualmente alti ma tuttavia sempre alti abbastanza per non venir confusi con le valli, procedesse innanzi, e vedrà che, seguendo questa via alquanto faticosa, senz'altro arriverà già dopo una giornata di cammino su quelle Alpi che in gran parte seguono il confine, fra la Stiria e la Carinzia. Giunto qui, egli non avrà poi altro da fare che proseguire il suo faticoso cammino sulle creste alpine e, qualora abbia gambe robuste, può calcolare che entro dieci giorni al massimo si troverà già nella regione molto vicina al nostro Grossglockner, senza bisogno di oltrepassare nemmeno una volta qualche valle profonda.

[1.5] Un simile viaggio varrà dunque certamente a convincerlo che il vostro Buchkogel, assieme ai suoi contrafforti molto estesi, sta ancora molto in relazione con questo patriarca delle montagne. Se però qualcuno non vuole esporsi ad un simile viaggio piuttosto incomodo, che si prenda una buona carta geografica locale, dove certo con molta maggiore comodità potrà percorrere esattamente il medesimo itinerario seguendo la via dei monti con il dito e finirà con il persuadersi della giustezza di quanto asserisco.

[1.6] "Ma" direte voi: "Tutto ciò può anche essere, dato che perfino il polo nord ha attinenza con il polo sud e viceversa, e, in questa maniera, dunque, possono senz'altro anche il Buchkogel e il Grossglockner essere in relazione tra di loro; però, in fondo, cosa se ne può fare di questa interdipendenza?". Ma da cosa si può vedere qui un Evangelo?

[1.7] Sennonché Io vi rispondo: "Un po' di pazienza ancora, figli Miei! Perché tra il Buchkogel ed il Grossglockner c'è spazio per altre cose ancora in quantità sufficiente da spargere, su questo tratto di terreno, una buona semente di senape, la quale crescerà ed allungherà le sue radici ed i suoi rami tanto lontano quanto lontano il nostro grande patriarca delle montagne stende le sue braccia ed i suoi figlioli!".

[1.8] Qui c'è posto subito per una domanda e precisamente questa: "Va attribuita qualche importanza al fatto che il Grossglockner innalza la sua cima sopra tutti gli altri monti appunto là dove si trova e che in un altro paese c'è un'altra montagna più grande ancora del Grossglockner ed in un terzo paese pure ancora una terza montagna che domina tutte le altre?".

[1.9] A questa domanda Io do una risposta brevissima, limitandoMi a dire che i giganti di questa specie corrispondono veramente ad una grande necessità, perché dalla sovrastante altezza di tali montagne dipende, nell'ambito naturale, il mantenimento dell'ordine fisico non soltanto di quei paesi nei quali esse si trovano, ma anche di una intera parte del mondo, come ad esempio quello dell'Europa che dipende dai tre ghiacciai, o meglio montagne dei ghiacci, che voi pressappoco conoscete, e quello dell'Asia e dell'America dalle rispettive loro altre montagne ecc.

[1.10] Ma con la risposta a tale domanda ne sorge immediatamente un'altra, perché senz'altro voi chiederete poi: "Com'è da intendersi questo, come è possibile?".

[1.11] Ed a questa seconda domanda Io di nuovo brevemente rispondo: "E' possibile così, come la vita del corpo dipende dal capo, perché, se questo viene staccato dal tronco o viene in qualche modo gravemente danneggiato, allora cessa ben presto anche la vita di tutte le altre parti del corpo".

[1.12] Questa risposta per ora vi può bastare, perché così è anche la situazione di tali montagne rispetto alle altre parti del corpo. Anche se la vita non procede immediatamente dal capo, pure questo rappresenta l'organo ricettore principale della vita naturale, dal quale subito dopo questa vita, governando tutto il corpo intero, si riversa e si propaga in tutte le parti di questo. Il corpo umano dispone di varie altre estremità ancora che esso può perdere, senza con ciò perdere anche la vita.

[1.13] Vedete, precisamente così stanno le cose rispetto all'altissima montagna in questione. Voi potreste bensì accingervi a demolire tutto intero il Buchkogel, anzi così potreste fare con qualche alpe più grande avendone la voglia e la forza; ma, se a qualcuno fosse possibile fare altrettanto con il Grossglockner, raderlo cioè al suolo come il Buchkogel od un'alpe anche più grande come ho detto prima, un'impresa di questo genere non rimarrebbe tanto impunita come la demolizione del Buchkogel o di un'altra alpe importante. Perché questo spianamento di monti non di primaria importanza non avrebbe, per così dire, nessun effetto dannoso percettibile, mentre lo spianare il Grossglockner trarrebbe con sè, come conseguenza, un inverno perpetuo in tutte le regioni circostanti per un estensione immensa e non prevedibile, o comunque trasformerebbe le regioni stesse in un immenso lago".

[1.14] Qui, naturalmente sarete indotti di nuovo a domandare: "Come mai, come dobbiamo intendere questo?".

[1.15] Sennonché un piccolo esempio basterà a chiarire subito la cosa.

[1.16] Vedete: voi sapete che nel corpo tutto il sangue prende la sua via dal capo! Se dunque il capo viene staccato dal rimanente corpo, cosa succede al sangue? Vedete, qui ci troviamo al punto dove volevamo arrivare, perché sarete voi stessi a rispondere: "Ma allora il sangue si scaricherà immediatamente fuori dalle vene, scorrerà sul corpo e per conseguenza poi le vene e tutto il corpo si avvizziranno; ciò che significherà la certa morte del corpo stesso!".

[1.17] Non diversamente però succede di una montagna, la quale essa pure rappresenta la sommità di un recipiente immenso di acqua che sorge dall'interno della Terra, acqua che viene trattenuta verso il basso per effetto della gravità enorme della montagna, attraverso ai pori dalla quale filtra soltanto quella quantità d'acqua che è necessaria ad irrigare in tutti i suoi punti il paese dominato dalla montagna stessa; il superfluo di tale costante infiltrazione delle acque sotterranee poi evapora e la montagna lo riassorbe accuratamente in sé fuori dall'atmosfera. Ed, affinché non possa allontanarsi di nuovo con tanta facilità, lo converte in neve ed in ghiaccio perpetui, per la qual cosa anche raramente soltanto la montagna appare interamente libera da nubi e vapori.

[1.18] Ma quello che la montagna principale fa devono a tempo ed occasione debiti farlo anche tutti i suoi figli e nipoti, naturalmente in misura corrispondentemente minore.

[1.19] E perché vado Io parlando di figli e nipoti? Per la semplice ragione che all'epoca in cui si formarono i monti, i monti più alti della Terra vennero formati per primi, e da questi si formarono, più tardi, gli altri quali diramazioni dei primi, nel modo e nella maniera che voi già conoscete! Tuttavia non dovete eventualmente pensare che, per esempio, oggi sia stato formato il Grossglockner, domani i suoi figli e dopodomani i nipoti, bensì la progressione di tali formazioni risulta composta da periodi lunghissimi di tempo, comprendente non di rado vari milioni di anni terrestri, per la qual cosa anche in un paese ci sono a mala pena due montagne che abbiano la medesima età. Che però il Grossglockner, che noi stiamo considerando, sia una delle montagne sorte nei primissimi periodi della formazione terrestre, lo potete rilevare anzitutto dal fatto che Io continuo a chiamarlo un "patriarca delle montagne"; in secondo luogo perché esso è il capo di molti paesi e, in terzo luogo, dalla roccia che lo compone, la quale si differenzia enormemente dalla roccia che compone i suoi figli e nipoti.

[1.20] Ma come tutte le montagne che più sono vicine al padre loro più aumentano di altezza, così pure esse aumentano anche di età; e quanto più la loro sommità si adorna di neve e di ghiaccio perpetui tanto maggiore maestà ed importanza assumono. E' necessario che questa cosa ve la imprimiate bene in mente, perché il seguito vi dimostrerà quanta molteplice e grande importanza essa abbia. Noi dunque non ci dilungheremo a dissertare su questioni secondarie, ma passeremo a trattare direttamente la questione principale, e precisamente anzitutto sotto l'aspetto naturale, poi sotto quello spirituale e da ultimo sotto quello evangelico.

[1.21] C'è molta gente la quale usa dire: "Io preferisco di gran lunga una collina con dolce pendio, con dei prati, campi, frutteti, boschi e pascoli, a mille Grossglockner!".

[1.22] Questa gente da un lato ha certo ragione, perché sulla neve ed i ghiacci perpetui del Grossglockner non si possono affatto piantare delle viti, e nemmeno una pianta d'infimissimo ordine, come per esempio il muschio che attecchisce sulla dura pietra, vi può prosperare.

[1.23] Ma Io domando: "Una montagna va proprio valutata esclusivamente secondo la sua fertilità?". Se si vuol prendere in considerazione soltanto la fertilità, allora ciascun monte è superfluo, perché è evidente che sulla pianura è più facile lavorare che non su di una montagna qualsiasi, e l'esperienza vi avrà ormai ben che insegnato che in pianura tutte le colture riescono benissimo. Per conseguenza sarebbe certo una sciocchezza considerare un monte in base alla sua fertilità, perché la fertilità delle montagne non è quella che condiziona l'esistenza delle montagne stesse, bensì essa è imperniata su tutto un altro cardine, e quindi coloro che attribuiscono maggior valore ad una fertile collina in confronto ad uno sterile ed alto ghiacciaio converrà che si ricredano e che si rassegnino ad udire da Me una ben altra sentenza, la quale suona: una tesa quadrata di ghiaccio del Grossglockner vale in sé e da per sé molto più di un miglio quadrato di terreno disseminato di colline tra le più fertili!

[1.24] Qui voi vi troverete indotti di nuovo a domandare: "Ma cosa vuol dire questo? Come è possibile una cosa simile?".

[1.25] Ed Io vi rispondo così: "Se voi volete vivere soltanto con gli occhi del vostro capo, presi a sé isolatamente, certo non potete guadagnare un soldo, bensì dovete a questo scopo usare le mani ed i piedi!". Ma non sono gli occhi, nonostante ciò, da apprezzarsi di più delle mani e dei piedi poiché voi senza la luce degli occhi difficilmente potreste adoperarli? Eppure la pupilla degli occhi è piccolissima se la confrontate con la misura che hanno le mani ed i piedi! Ma ogni cosa che volete afferrare con la mano, non dovete prima afferrarla con gli occhi, e con questi non dovete sempre prima preparare il passo al vostro piede?

[1.26] Se voi dunque considerate tutto ciò, vi sarà ben chiaro perché Io attribuisca maggior valore ad una tesa quadrata della superficie gelata del Grossglockner che non a tutto intero un miglio quadrato di fertilissimo terreno collinoso, perché, come a voi senza occhi poco frutto darebbe il lavoro delle vostre mani e dei vostri piedi, così pure la pianura ed il terreno disseminato di piccole colline ben magro frutto vi darebbe senza la neve ed il ghiaccio perpetui dei ghiacciai delle alte montagne. Ed a questo riguardo più di un contadino benestante e possessore di terreni benedetti dovrebbe intraprendere una salita sul Grossglockner, e lì giunto dovrebbe nel Nome Mio baciarne il ghiaccio, perché dalla piccola superficie del ghiaccio del Grossglockner, toccata dalla sue labbra, dipende tutta la fertilità dei suoi terreni.

[1.27] Non avete voglia ancora di domandare: "Come mai? Come è possibile questo?". Ebbene, dico Io, pazientate un po', e sarete subito serviti!

[1.28] Voi sapete che, secondo un antico proverbio, "ogni simile ama il suo simile" e che ogni cosa si associa volentieri a ciò che le è affine; se nella vostra stanza c'è una qualche pietra umida del muro, questa non si asciugherà tanto facilmente, bensì attirerà a sé piuttosto ancora dell'altra umidità da tutte le parti, e comunicherà poi l'eccesso della propria umidità alle pietre che le sono vicine, in modo che sul muro della vostra stanza si renderà visibile una grande macchia di umidità.

[1.29] E vedete, la medesima cosa nuovamente succede con il nostro Grossglockner! Questo pure è una pietra umida molto grande situata fra vaste regioni di una parte del mondo, e perciò attrae continuamente da tutte le parti, sia da vicino che da lontano, l'umidità sovrabbondante presente nell'atmosfera. Qualora però questa umidità rimanesse sulle sue pareti di pietra in forma di gocce, queste, riunendosi, si convertirebbero ben presto in grandi torrenti che scenderebbero giù da questo gigante di pietra con grande irruenza portando la desolazione nei paesi che lo circondano. Ma, affinché un fatto simile non abbia a verificarsi, esso, per effetto della sua altezza nonché della particolarità della sua roccia, fa si che l'umidità assorbita si converta in breve tempo in neve, grandine e ghiaccio.

[1.30] Qui certo vi spunterà, senza volerlo, sulle labbra la domanda: "Ma se veramente così succede, allora con il tempo esso verrà a giganteggiare per l'Europa?".

[1.31] Ed Io vi rispondo che questo sarebbe anche sicuramente il caso se non avesse intorno a sé dei figli e dei nipoti; sennonché appunto i figli sono i primi a sollevare il padre dall'eccessivo carico, e ciò nella maniera seguente: quando il suo carico di ghiaccio e di neve si accresce dall'esterno e dall'alto per l'affluire di nuova umidità ghiacciata, gli strati inferiori, ovvero le vecchie masse di neve e di ghiaccio che si trovano al di sotto, vengono appunto sempre più compresse e schiacciate, ed allora queste parti d'acqua e d'aria in seguito a tale pressione si infiammano dissolvendosi in innumerevoli minime particelle che si sciolgono in vapori nebbiosi e che si levano da questo loro carcere. Considerato poi che un simile ghiacciaio ha la sua spiccatissima forza d'attrazione soltanto laddove esso si trova alla massima altitudine, questi vapori sfuggiti dagli strati inferiori delle sue regioni più basse o si condenserebbero ad acqua rovesciandosi a torrenti devastatori nelle valli e nelle pianure, oppure, nel migliore dei casi, si aggiungerebbero, nei punti un po' più alti, alla neve ed al ghiaccio già esistenti, e così, continuamente sovrapponendosi, andrebbero crescendo in estensione, invadendo e seppellendo forse in una decina di secoli degli interi paesi.

[1.32] Ma, affinché né l'una né l'altra cosa possa accadere, ad un simile patriarca delle montagne di un paese sono posti intorno anche parecchi figli i quali con molta bramosia accolgono la quantità in eccesso del carico originariamente imposto al padre loro e, quando a loro volta i figli non reggono più, con altrettanta bramosia s'accollano il carico i numerosi nipoti che gli stanno accoccolati tutto all'intorno. E' proprio con ciò che a questi ultimi sovrabbonda che essi benediscono tutta la rimanente estesissima pianura.

[1.33] E se voi anche soltanto un po' comprendete queste cose, vi sarà pure facile comprendere perché da un'alta montagna di questa specie vadano dipartendosi, a distanza tanto grande, delle catene di monti in continuità, quasi a raggiera, verso tutte le direzioni, né potrà apparirvi troppo ridicola la Mia affermazione che l'acqua che bevete attingendola ai vostri pozzi è sempre ancora acqua del Grossglockner e che nel vostro paese ci saranno proprio pochissime sorgenti che non siano originariamente debitrici della loro fecondante esistenza a questo patriarca dei monti.

[1.34] Ma direte voi: "E l'acqua piovana dove la mettiamo allora?".

[1.35] Io però vi rispondo che ben di rado succede che nel vostro paese cada giù dalle nubi una goccia che non sia stata mandata su di esso dal Grossglockner o dai suoi figli che si diramano da tutte le parti, e voi assolutamente non sbaglierete di molto qualora diceste: "Il Grossglockner piove sul nostro paese!".

[1.36] Ma perché ciò? Perché esso possiede tre differenti braccia molto robuste che arrivano molto lontano, dei quali l'uno è formato dalla serie dei suoi figli e nipoti che si estendono in tutte le direzioni, il secondo da tutte le sorgenti, i ruscelli, i fiumi e i torrenti, e questo braccio molto spesso giunge a distanza maggiore ancora di quello dei figli e nipoti; il terzo braccio infine, che arriva più lontano di tutti, è costituito dalla regione delle nubi, la quale ha il suo nodo centrale per vari paesi appunto sul Grossglockner, e che ha dei sorveglianti scrupolosi e dei punti di sosta in sottordine nei molti figli di esso sistemati per lungo e per largo su di una vastissima cerchia di territorio, sui quali di nuovo le nubi si raccolgono in masse sempre più dense. Quando poi queste masse, per esempio sulla Choralpe, si sono eccessivamente addensate, questa montagna a sua volta ha intorno a sé dei figli i quali con grande bramosia concorrono ad alleviare la loro madre di gran parte dell'eccessivo carico, ed è in una simile occasione che questo terzo braccio del Grossglockner viene di solito premurosamente in aiuto al povero mondo delle piante e degli animali della pianura, dissolvendosi in una benefica pioggia e preparando loro così un pasto saporito.

[1.37] Questo tuttavia non è, da parte di un patriarca delle montagne di un paese, che un compito ed un atto utile dal punto di vista naturale!

[1.38] Accanto a questo, però, un simile gigante ha, parecchio più nascosti, ancora due altri compiti molto più importanti che noi impareremo a conoscere solo più tardi, man mano che c'inoltreremo in questa comunicazione; quando ne sarete venuti a conoscenza, appena allora potrete farvi un concetto giusto dell'utilità immensa di una montagna gigantesca di questa specie, morta all'apparenza, perché esso si presenterà allora in maniera vivente in voi. In Verità Io vi dico che a questo mondo tutto appare invertito! Dove voi vedete molta attività in questa Terra, là vi è invece altrettanta morte; mentre, dove scorgete tutto come sepolto in una eterna morte, là per lo più regna la maggiore pienezza della vita ed una attività incalcolabilmente zelante.

[1.39] Per questa ragione anche tutti i profeti e veggenti dimoravano per lo più sui monti; ed Io Stesso, quando fui nella carne umana su questa Terra, mi trattenni quanto mai fu possibile di preferenza sui monti. Su di un monte Io diedi congedo eterno al tentatore; su di un monte saziai una moltitudine di affamati; su di un monte rivelai nella Mia Parola tutto il Cielo; su di un monte Mi mostrai ai tre che voi conoscete quale la Via spirituale eterna; su di un monte pregai e su di un monte Io fui Crocifisso.

[1.40] Rispettate dunque le montagne, perché, in verità, quanto più alte esse ergono la loro vetta sopra le pianure melmose dell'umano egoismo, tanto più sacre esse sono e tanto maggior apportatrici di benedizione per l'intero paese.

[1.41] Come sia da intendersi ciò in parte lo abbiamo già inteso; quello che seguirà metterà tutto in chiarissima luce, e per oggi quindi fermiamoci!

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