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Scambio di lettere di Gesù

Quinta lettera di Abgaro a Gesù scritta tre settimane dopo la risposta del Signore alla quarta lettera.

[5.2] O Signore! Quale mortale può mai comprendere la grandezza del Tuo Amore per noi uomini, che siamo soltanto Tue creature; quell'Amore dal quale Tu ora vuoi tutto rinnovare, e intanto però vuoi percorrere Tu Stesso una strada che, secondo i miei concetti umani, sembra essere quasi impossibile ed impensabile per Dio!

[5.3] Se anche sei qui presente, su questa Terra che potresti far volar via con un soffio, quale semplicissimo Uomo fra gli uomini, tuttavia Tu governi e conservi dalla Tua intima Natura Divina tutta l'infinità! E ogni polvere della Terra, ogni goccia nel mare, il sole, la luna e tutte le innumerevoli stelle, sono attente alla voce onnipotente del Tuo Cuore, che è l'eterno Centro di tutte le cose e di tutti gli esseri in tutto l'infinito.

[5.4] Oh, come devono essere infinitamente beati i Tuoi discepoli, solo riconoscendoTi nel chiarissimo giorno del loro spirito, come io povero peccatore dalla mia notte!

[5.5] Oh, se solo non fossi storpio nei miei piedi, da quanto tempo sarei già da Te! Invece, così, i miei miseri piedi sono diventati un ostacolo alla mia massima beatitudine. Ma tutto ciò lo sopporto ora volentieri perché Tu, o Signore, mi hai trovato abbastanza degno da comunicare per iscritto con me, povero sciocco sempliciotto, e da insegnarmi tante cose meravigliose, che certamente si possono apprendere solo da Te, o Signore, e giammai da un uomo.

[5.6] Che cosa ne sapevo io, prima, di una vita dopo la morte? Tutti i sapienti del mondo non avrebbero potuto svelarmi questo enigma. Poiché la nostra dottrina politeistica ha sì una poetica immortalità, che però assomiglia tanto poco alla realtà come un vacuo sogno, nel quale ora si cammina a piedi sul mare e ora si naviga per nave sulla terraferma.

[5.7] Ma Tu, o Signore, mi hai mostrato con le parole e con i fatti, come soltanto dopo la morte di questo nostro fragilissimo corpo ha inizio una perfettissima, vera e liberissima vita dello spirito, e non viene più cambiata eternamente.

[5.8] Ma per questa ragione io ora mi sono anche sentito in assoluto dovere di porgere a Te, o Signore, con questo scritto, il mio più che dovuto ringraziamento per la grazia infinitamente grande; ringraziamento che naturalmente, in confronto a questa Tua grazia infinitamente grande, si dissolve nel puro nulla.

[5.9] Ma che cosa anche Ti potrei dare, o Signore, che Tu non me l'abbia già dato prima?

[5.10] Io penso, un giusto ringraziamento dal cuore mi sembra essere ancora la cosa più adatta per l'uomo, poiché l'ingratitudine certamente è di sua totale proprietà. Perciò anch'io, o Signore, non posso offrirTi null'altro che il mio poverissimo ringraziamento, tuttavia con la più completa assicurazione che io ora sono pronto a introdurre subito nel mio piccolo Stato tutto quanto Tu, o Signore, volessi benignamente ordinarmi, - così come secondo il Tuo desiderio, il grande delinquente politico non solo l'ho fatto uscire subito dal carcere, ma l'ho fatto anche subito condurre nella mia scuola e alla mia tavola.

[5.11] Se ho fatto una cosa giusta o se forse, come si suol dire, ho esagerato nel bene, il mio intelletto umano non è in grado di giudicarlo. Perciò vengo a Te, o Signore, con questo scritto anche su questo punto, perché Tu voglia benignamente impartirmi le giuste istruzioni.

[5.12] Il mio amore, il mio ringraziamento e la mia filiale ubbidienza solo a Te, o Signore Gesù! Sia fatta la Tua volontà!

Quinta risposta di Gesù

[5.13] Ascolta, Mio amato figlio e fratello Abgaro! Io ho ora circa 72 discepoli, tra i quali dodici apostoli; ma tutti insieme non hanno la facoltà di vedere quanto tu da solo, che sei un pagano e non hai mai visto Me, né tutti i numerosi miracoli dal momento della Mia incarnazione, dalla Mia nascita.

[5.14] Perciò sii anche pieno di speranza; poiché vedi, avverrà, ed è già avvenuto, che Io toglierò la Luce ai figli e la darò in abbondanza a voi pagani! Poiché vedi, appena poco tempo fa ho trovato una fede tra i pagani greci e romani che vivono qui insieme, quale non si può incontrare in tutto Israele! Amore e umiltà poi sono ora divenute tra gli Ebrei qualità del tutto estranee al cuore umano, mentre fra voi non raramente le incontro in piena misura.

[5.15] Vedi, perciò Io toglierò ai figli e lo darò a voi, cioè: tutto il Mio Regno per il tempo e per l'eternità! I figli invece si dovranno nutrire con l'immondizia del mondo!

[5.16] Tu vorresti fare della Mia Volontà una Legge nel tuo Stato. Per il momento ciò non succederà, poiché vedi, per tutte le cose è necessaria una certa maturità. Ma la Mia Legge non è altro che Amore. Se vuoi già introdurre nel tuo Stato qualche cosa di Me, introduci questa Legge, allora avrai un compito facile per la Mia Volontà! Poiché vedi, la Mia Volontà e la Mia Legge sono così totalmente unite, come Io e il Padre siamo totalmente Una cosa sola.

[5.17] Certamente c'è poi nella Mia Volontà qualcos'altro che ora non potresti capire; ma quando verrà da te il Mio discepolo, egli ti farà da guida in tutto. E quando per mezzo suo sarai battezzato nel Mio Nome, allora sopra di te verrà lo Spirito di Dio ed istruirà anche te in ogni cosa.

[5.18] Col fuorilegge, hai agito in modo totalmente giusto. Poiché vedi, Io faccio proprio la stessa cosa con voi pagani! La tua azione però sia per te un buon riflesso di quello che Io già faccio e farò in seguito in abbondanza.

[5.19] Questo per tua tranquillità e tua benedizione! Amen.

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